Cavi CPR: cosa sono e quando usarli secondo la normativa europea

Quando si parla di cavi CPR non ci si riferisce a una nuova famiglia di prodotti, ma a tutti i cavi conformi a un regolamento europeo entrato pienamente in vigore nel 2017. La sigla CPR sta per Construction Products Regulation (Regolamento UE 305/2011), un insieme di norme che ha trasformato il modo in cui i cavi vengono classificati, marcati e installati negli edifici. Capire cosa sono e quando vanno utilizzati è oggi un requisito di base per chiunque progetti, installi o produca cablaggi.

Cosa sono i cavi CPR

Il regolamento CPR è nato per uniformare in tutta l'Unione Europea le caratteristiche di sicurezza dei prodotti da costruzione, inclusi i cavi destinati all'installazione permanente in edifici. L'obiettivo è ridurre i rischi in caso di incendio, limitando la propagazione delle fiamme, lo sviluppo di fumi e il rilascio di gas tossici lungo le tracce dei cablaggi.

Ogni cavo conforme deve essere classificato in base alla reazione al fuoco, attraverso un sistema di classi che va dalla più performante alla meno performante: Aca, B1ca, B2ca, Cca, Dca, Eca, Fca. A queste si affiancano tre parametri aggiuntivi che descrivono il comportamento del cavo durante l'incendio:

  • s (smoke): la quantità e l'opacità dei fumi prodotti, da s1 (minima) a s3 (massima)
  • d (droplets): la presenza di gocce o particelle ardenti, da d0 (assenti) a d2 (frequenti)
  • a (acidity): l'acidità dei fumi rilasciati, da a1 (bassa) a a3 (alta)

Un cavo classificato Cca-s1b,d1,a1, ad esempio, ha buone prestazioni di reazione al fuoco con fumi limitati, gocce rare e bassa acidità. Più il prodotto è performante, più è adatto a contesti dove la sicurezza in caso di incendio è critica.

Quando sono obbligatori i cavi CPR

Tutti i cavi destinati all'installazione permanente in edifici devono essere conformi al regolamento CPR. La normativa si applica a edifici civili, commerciali, industriali e infrastrutture pubbliche, indipendentemente dalla destinazione d'uso. Sono esclusi soltanto i cavi destinati ad applicazioni temporanee o non installati in modo fisso, come i cavi per macchine, apparecchiature mobili o cantieri provvisori.

La classe di reazione al fuoco richiesta cambia in funzione della destinazione del cavo. Il riferimento normativo italiano è il Decreto Ministeriale del 18 novembre 2017, che definisce i livelli di prestazione minimi in base al tipo di edificio. In ospedali, scuole, edifici pubblici, centri commerciali, alberghi, musei e infrastrutture ferroviarie sono richieste classi più performanti (Cca-s1b,d1,a1 o superiori), perché un incendio in questi contesti coinvolgerebbe un alto numero di persone. Negli edifici residenziali standard si scende invece a classi inferiori (Eca o Dca), commisurate al rischio.

Per i cavi CPR significa che la scelta del prodotto non è più una decisione tecnica del solo progettista elettrico, ma deve essere coordinata con il progetto antincendio dell'edificio: la classe del cavo è parte integrante della valutazione del rischio.

Cavi CPR e cablaggi industriali: cosa cambia per chi produce

Per chi realizza cablaggi su commessa, il regolamento CPR ha introdotto una serie di responsabilità che vanno oltre la semplice scelta del cavo. Ogni cavi CPR utilizzato deve essere accompagnato dalla Dichiarazione di Prestazione (DoP), il documento che certifica la classe di reazione al fuoco e gli altri parametri tecnici. La DoP deve essere disponibile per ogni lotto e conservata in fase di produzione, per garantire la tracciabilità completa del cablaggio finale.

La marcatura CE sul cavo riporta in modo sintetico la classe di prestazione e l'organismo notificato che ha certificato il prodotto. In fase di lavorazione è importante conservare l'integrità di queste indicazioni: una marcatura cancellata o un cavo non identificabile rendono di fatto impossibile la verifica della conformità a posteriori.

Nei settori dove il regolamento CPR ha un peso particolarmente elevato — come i cablaggi ferroviari, i cablaggi elettromedicali o i cablaggi destinati a edifici pubblici — la collaborazione tra progettista, costruttore e fornitore di cablaggi deve essere stretta fin dalla fase iniziale, per evitare di trovarsi a sostituire materiali in corso d'opera.

Lavorazione di cavi CPR su commessa

Realizzare cablaggi conformi al regolamento CPR significa partire dalla scelta del cavo giusto in funzione del progetto, conservare la documentazione tecnica e la DoP per ogni lotto, garantire la tracciabilità del materiale lungo tutto il ciclo produttivo e mantenere intatta la marcatura sul prodotto finito.

Dara Cablaggi lavora cavi CPR in conto terzi per i settori dove la conformità è un requisito imprescindibile, supportando i clienti nella selezione delle classi di prestazione corrette e garantendo controllo qualità e tracciabilità completa su ogni commessa.